Dal New York Times – Come le mega banche riescono a manipolare i prezzi delle materie prime

Scritto il alle 19:57 da jt_livingstone

Non e’ una storia nuova ma il New York Times mette in luce come ancora una volta la FED e gli organi di regolazione continuino a favorire le mega banche a discapito dei consumatori e con buona pace del “free market”.

I sistemi non sono cosi’ originali basti pensare a Rockfeller che riusci’ a conquistare il mercato del petrolio pur non avendo quasi nessun interesse finanziario nella fase di estrazione. Il suo controllo si realizzo’ controllando le infrastrutture e la logistica sia del petrolio che dei prodotti derivati.

Nel caso citato dal NY Times, pero’ non si tratta di imprenditori lungimiranti, sebbene opportunisti e senza scrupoli, ma si tratta di banche. Sempre loro, le vere dominatrici del nuovo millennio.

Questo l’articolo integrale

http://www.nytimes.com/2013/07/21/business/a-shuffle-of-aluminum-but-to-banks-pure-gold.html?hp&_r=1&

Si parla del mercato dell’alluminio, materia prima fondamentale usata in centinaia di industrie dalle lattine di Coca Cola agli interni di automobili e cosi’ via.

Come funziona il giochino.

‘…Using special exemptions granted by the Federal Reserve Bank and relaxed regulations approved by Congress, the banks have bought huge swaths of infrastructure used to store commodities and deliver them to consumers — from pipelines and refineries in Oklahoma, Louisiana and Texas; to fleets of more than 100 double-hulled oil tankers at sea around the globe; to companies that control operations at major ports like Oakland, Calif., and Seattle…’

Le banche, grazie a speciali esenzioni garantite dalla FED (le banche non potrebbero detenere il controllo di aziende che non sono considerate nell’industria della finanza) e grazie a regolazioni piu’ rilassate prendono il controllo delle infrastrutture e delle strutture di stoccaggio delle principali materie prime controllando di fatto l’offerta vera e propria di materia prima fisica. Di fatto le regole per evitare la manipolazione dei prezzi ci sarebbero ma come tutte le regole esistono sistemi piu’ o meno sofisticati per aggirarle. E’ inoltre evidente che controllando porti, oleodotti , siti di stoccaggio eccetera, le banche si trovano in una posizione privilegiata nel controllo delle informazioni che possono trasferire alle loro divisioni di trading. Tipico caso di asimmetria informativa, dove una delle parti e’ in possesso di maggiori informazioni.

Nel mercato dell’alluminio Goldman Sachs ha preso il controllo degli stoccaggi tramite la sua controllata Metro International Trade Service . Metro ha magazzini di stoccaggio nell’area di Detroit dove custodisce l’alluminio dei propri clienti, visto che per legge non puo’ comprare l’alluminio per se. Prima che Goldman Sachs comprasse Metro i tempi di attesa per la consegna dell’alluminio da parte delle aziende consumatrici erano di circa 6 settimane, adesso i tempi di attesa sono di 16 mesi e oltre. Questo succede nonostante le scorte detenute nei magazzini di Metro siano aumentate vertiginosamente, erano 50.000 tons nel 2008, 850.000 tons nel 2010 e 1,5 milioni di tons al momento.

Ma come le scorte sono in aumento e i tempi di consegna sono aumentati di 20 volte? Qualcosa non torna.

Ad aggravare i sospetti di manipolazione dei prezzi si aggiunge la regola che obbliga i proprietari dei magazzini a far uscire almeno 3.000 tons al giorno di materiale stoccato. Secondo il NY Times queste 3.000 tons vengono semplicemente trasferite da un magazzino ad un altro. Siamo all’assurdo con camion che trasportano tonnellate di alluminio in giro per il Michigan ma non lo consegnano ai clienti finali.

I proprietari dell’alluminio sono spesso altri soggetti finanziari, banche, hedge funds e trader i quali ovviamente lucrano con l’aumento del differenziale tra il prezzo spot e il prezzo di acquisto, il c.d. premio da aggiungere per ricavare il prezzo spot finale prevede infatti l’inserimento dei costi di stoccaggio.

Ma perche’ i detentori dell’alluminio sono incentivati a tenere il metallo negli stoccaggi invece che venderlo? Primo perche’ si aspettano che la domanda sara’ forte e che quindi i prezzi saliranno in futuro e secondo perche’ Metro offre degli ottimi incentivi per tenere il metallo fermo.

In pratica Metro guadagna con i costi di stoccaggio (seppur scontati visti i volumi in gioco si tratta pur sempre di una bella montagna di profitti), le banche e i proprietari dell’alluminio guadagnano trasferendo il costo di stoccaggio, per intero, sul mercato spot e tanto per finire pure il London Metal Exchange guadagna qualcosa, visto che tutti i siti di stoccaggio che sono monitorati pagano un fee proprio al LME. Ma come, chi deve monitorare guadagna sulle quantita’ stoccate?

Unica cosa positiva di questa storia e’ che la deflazione viene scongiurata visto che i prezzi al consumatore finale rimangono alti, nonostante l’offerta (produzione piu’ scorte) siano a livelli record un po’ per tutte le materie prime. Forse e’ anche per questo che la FED continua ad appoggiare le big banks nelle loro operazioni di controllo dei mercati delle materie prime. Ben ha cosi’ tanta paura della deflazione.

Quali sono i rischi di tutto questo intreccio di interessi finanziari?

Due possibilita’

1) L’economia globale si riprende davvero e a quel punto Bernanke e le altre banche centrali si troveranno con un’inflazione galoppante e i prezzi delle matrie prime esploderanno con conseguenze imprevedibili per il lungo termine.

2) L’economia continua a rallentare e alla prima recessione in USA o in Cina (principali consumatori di materie prime) la domanda di materie prime crollera’ e i detentori di materie prime si troveranno con il rischio di un severo crollo dei prezzi che potrebbe far aprire i cancelli degli stoccaggi provocando di fatto il crollo atteso dei prezzi.

Onestamente non so quale dei due scenari preferire, ma soprattutto non so quale dei due si realizzera’. Sono ancora propenso a pensare che il secondo scenario sia piu’ probabile. Personalmente non do molte probabilita’ allo scenario crescita controllata e pianificata dalle banche centrali, con debito pubblico sotto controllo e inflazione sotto controllo. Ma spero di sbagliarmi.

L’articolo si conclude con l’ultima geniale idea di JP Morgan e Blackrock che hanno deciso di comprare circa l’80% del rame disponibile sul mercato per i propri investitori in ETF (ulteriore motivo per considerarli strumenti quantomeno controversi).

Il bello e’ che la Sig.ra Shapiro, il presidente della SEC organo di controllo dei mercati azionari e dei fondi comuni USA, ha dichiarato che secondo lei la detenzione dell’80% del rame in giro per il mondo non provochera’ un aumento del prezzo del rame. Mah… magari avra’ ragione lei.

Where is the free market ?

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3 commenti Commenta
jt_livingstone
Scritto il 23 luglio 2013 at 20:11

ed ecco la risposta di Goldman Sachs che ritiene l’articolo del NY Times non corretto e si difende dalle accuse di manipolazione dei mercati

http://www.goldmansachs.com/media-relations/in-the-news/current/goldman-sachs-physical-commodities-7-23-13.html

risposta a mio avviso condivisibile in molte delle sue parti ma molto generale e non chiarisce alcuni aspetti, come gli incentivi, oppure come sia possibile che divisione trading e siti di stoccaggio non comunichino fra loro, oppure come fanno a definire la consegna di sottostante fisico come un’operazione di market making piuttosto che di speculazione, e cosi’ via…

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jt_livingstone
Scritto il 24 luglio 2013 at 01:54

e questo e’ un veloce riassunto della giornata di interrogazioni da parte del congresso degli USA

https://mninews.marketnews.com/content/jpm-goldman-morgan-chasinghot-new-asset-class-enron

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jt_livingstone
Scritto il 4 agosto 2013 at 15:42

Goldman Sachs e il London Metal Exchange sono stati querelati da un grosso consumatore di alluminio chiamato Superior Extrusion, Inc. per aver manipolato il mercato dell’alluminio a loro favore e per aver violato lo Sherman Act (legge anti trust).

I dettagli nell’articolo di ZH, che con grande risalto fa notare che loro lo avevano gia’ detto 26 mesi fa molto prima del NY Times.

Questi blogger sono tutti uguali, si lodano da soli e quando dicono qualcosa per primi sono cosi’ felici. :D :D :D

Vedremo se GS e LME si mangeranno in un sol boccone questi di Superior Extrusion o se qualche giudice del Michigan (dove potrebbe tenersi il processo) mettera’ in discussione lo strapotere delle mega banche.

Good Luck Superior Extrusion!

http://www.zerohedge.com/news/2013-08-04/goldman-sued-monopolizing-us-aluminum-warehousing-market

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Natgas
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