Commodities 25 Aprile 2011. Nuova trasparenza da parte della FED.

Scritto il alle 05:09 da jt_livingstone

La settimana entrante si presenta molto incerta in vista del meeting di due giorni della Federal Reserve che si concludera’ Mercoledi con una conferenza stampa tenuta dal presidente Bernanke. E’ la prima volta che il presidente della FED rispondera’ alle domande dei giornalisti subito dopo la decisione sui tassi di interesse. L’intenzione e’ di aumentare la trasparenza sulla politica monetaria, ma sono curioso di vedere come la prenderanno i mercati.

Mentre sembra dato per scontato il completamento del QE2 fino a fine Giugno, non e’ affatto scontato cosa dira’ Bernanke riguardo alla politica monetaria della FED per il periodo seguente il 30 Giugno.

Personalmente mi aspetto un po’ di prese di profitto dai molti fondi speculativi che attualmente sono short sul dollaro. Secondo il COT le posizioni speulative long sull’euro sono tornate ai livelli del 2007, mi aspetto che qualcuno possa decidere di prendere un po’ di profitti e attendere la conferenza della FED per eventualmente rimettersi long sull’euro e soprattutto sulle altre valute da carry trade.

In agenda anche i PIL degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, attesi in calo rispetto al trimestre precedente a causa del maltempo e dell’aumento dei prezzi dell’energia che potrebbero aver pesato sulla riduzione dei consumi.

Le materie prime, intanto, non sembrano dare segni di debolezza, con il CRB index che si e’ riportato vicino a 370, ovvero siamo di nuovo sui massimi dal settembre 2008. Se davvero accadesse un bel profit taking sulle posizioni short dollaro, e’ abbastanza probabile che anche le materie prime ne risentirebbero con conseguente discesa dell’indice. Credo, pero’, che Bernanke continuera’ a mantenere una posizione piuttosto accomodante e che quindi sia le azioni che le commodities potrebbero proseguire la salita gia’ subito dopo la conferenza stampa se Bernanke usasse parole piuttosto pesanti sul povero biglietto verde. Il nuovo target di 380 e’ alla portata mentre 400 potrebbe essere il target massimo per i prossimi due mesi. La negazione della salita, secondo me, avverrebbe solo con una chiusura settimanale sotto i 300, quindi, sempre secondo la mia opinione, di spazio per scendere ce n’e’ in abbondanza senza comunque intaccare il trend rialzista. Certo se Bernanke dovesse sorprendere tutti con un inatteso cambio di politica monetaria, ecco che allora, le probabilita’ di una bella correzione aumenterebbero di molto

CRB index grafico settimanale

Andiamo ad analizzare i mercati energetici.

Petrolio. Il Brent e’ molto vicino a ritestare i massimi recenti in area $126 e, personalmente, credo che ci sia spazio anche per toccare i $130. Le pressioni geopolitiche sono ancora in atto, con le elezioni in Nigeria, la guerra civile in Libia e le proteste in Medio Oriente. Il premio per il rischio e’ alto e nonostante l’OPEC continui a dire che siamo in un mercato adeguatamente rifornito il prezzo spot del Brent continua ad essere superiore al prezzo dei future a segnalare che la domanda e’ ancora molto forte e che l’offerta fisica fa fatica a stargli dietro. Finche’ rimaniamo in backwardation, per me, il trend di fondo rimane verso l’alto. Il WTI ha ripreso terreno sul Brent dopo che la scorsa settimana il rapporto sulle scorte USA dell’EIA ha mostrato il primo calo da Febbraio. In particolare sono sotto osservazione le scorte a Cushing, punto di consegna del WTI. Continuo a credere che il nuovo range dello spread sia compreso tra -5 e -15. Certo -15 lo abbiamo gia’ superato diverse volte, mentre da Gennaio non scendiamo sotto -8, quindi molta cautela a tentare di prendere posizione su questo spread. Bisogna considerare, inoltre, che manca poco piu’ di un mese al memorial day, ovvero all’inizio ufficiale della driving season americana. Gli americani rimangono ancora di gran lunga i piu’ grandi consumatori di benzina del mondo. Un po’ di pressione sul WTI potrebbe arrivare, anche se le scorte a Cushing rimangono ampiamente superiori alla media dei 5 anni precedenti e molto vicine ai livelli record.

Gas Naturale. La chiusura dei pozzi accompagnata dalla primavera piu’ fredda da decenni nel midwest e nel nord est degli Stati Uniti, hanno sospinto i prezzi di nuovo verso i $ 4,50. Personalmente sono short anche se non in maniera aggressiva, visto che ufficialmente la stagionalita’ long si conclude intorno al 25 Aprile, mi aspetto che i produttori tenteranno di raggiungere i 4,5$ almeno su Giugno (M), se non anche su Maggio (K). Sarei molto sorpreso di vedere i prezzi superare i 4,5$, anche se, ripeto, chi fa trading sul gas naturale sa benissimo di cosa e’ capace la “bestia”.

Infine vorrei far notare che Lunedi e’ giorno festivo in diverse regioni del mondo e che pertanto per molti mercati i volumi potrebbero essere inferiori alla media. Possibili trappole per i piccoli trader.

BUON TRADING!

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Natgas
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