Commodities 19 Aprile 2011. “Too big to ignore”

Scritto il alle 04:59 da jt_livingstone

Weekend piuttosto ricco di notizie. Dal G20 esce un chiaro segnale: tutti i paesi monitoreranno in particolare le politiche delle 7 economie definite “too big to ignore” ovvero troppo grandi per essere ignorate. Si tratta degli Stati Uniti, della Cina, del Giappone, della Germania, della Francia, della Gran Bretagna e dell’India. Intanto Standard & Poor’s ha messo outlook negativo sul debito USA a lungo termine pur mantenendo la tripla A.

Gli indici azionari non hanno preso bene la notizia e sono scesi un po’ in tutto il mondo.

L’altra notizia del fine settimana e’ l’innalzamento al 20,5% degli obblighi di riserva per le banche cinesi richiesto dalla Banca Centrale cinese. Dal discorso del presidente della Banca Centrale e’ emerso che la stretta monetaria potrebbe continuare per diverso tempo nel tentativo di mettere un freno all’inflazione. Sembra ormai scontato anche una rivalutazione dello yuan, visto che aiuterebbe non poco a ridurre i prezzi delle materie prime importate e pagate in dollari USA.

A proposito di valute, pare che all’improvviso si siano accorti che la Grecia potrebbe non essere in grado di saldare i debiti, inoltre la Finlandia ha espresso parere contrario al salvataggio del Portogallo. Forse l’euro non e’ piu’ attraente come sembrava e in una seduta ha perso un bel po’ dei guadagni della settimana scorsa. Mi aspetto che la discesa dell’euro continui ancora un po’, a mio avviso e’ stato prezzato troppo ottimismo sull’Eurozona.

Il rafforzamento del dollaro di oggi e’ stato piuttosto generalizzato, infatti a parte lo yen, tutte le altre valute piu’ scambiate hanno perso terreno contro il biglietto verde.

L’indice CRB ha reagito abbastanza bene perdendo “solo” lo 0.93%, se consideriamo che c’erano tutti gli ingredienti per un bel sell off nelle commodities. Se non fosse stato per gli energetici, che hanno perso tutto quello che avevano guadagnato venerdi scorso, forse il bilancio sarebbe stato anche migliore. Rimango pertanto tendenzialmente bullish, anche se un ulteriore rafforzamento del dollaro accompagnato da debolezza dei mercati azionari potrebbe farmi cambiare idea molto velocemente.

CRB Index settimanale

Gli agricoli sono sostenuti dalle previsioni di siccita’ che ritardano la semina in particolare del grano invernale e del cotone. Se per il primo pero’ la domanda non sembra calare, il secondo comincia a mostrare segni di stanchezza, visto che Bloomberg ha riportato che alcuni cotonifici cinesi avrebbero rivenduto alcune delle scorte precedentemente acquistate. Secondo il China National Cotton Reserves l’import cinese di cotone per il mese di Marzo e’ sceso del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se le importazioni sono ancora superiori a quelle dello scorso anno dello 0.70%.

La pressione sugli agricoli rimane elevata e in particolare continuo a preferire il mais, che a mio avviso potrebbe anche raggiungere i 10$ entro la fine del 2011 se dovessero esserci particolari problemi al raccolto americano, visto che lo stock to use ratio e’ il piu’ basso dal 1995.

Petrolio. Inaspettatamente sono scesi sia il Brent che il WTI, nonostante il ministro del petrolio Saudita abbia annunciato che il suo paese ha tagliato la produzione a Marzo e che considera il mercato adeguatamente rifornito. Come sempre, il ministro Saudita Ali Naimi, ha individuato nella eccessiva speculazione la causa delle recenti salite. Dai dati riportati dalla International Energy Agency nel suo ultimo (Aprile) rapporto mensile mi pare invece che la storia sia un po’ diversa. Infatti a fronte del calo dell’offerta OPEC di 890 barili al giorno (a causa della chiusura di circa il 70% della produzione libica) la domanda e’ rimasta invariata. Inoltre sempre l’IEA ha stimato in soli 3,9 milioni di barili al giorno la spare capacity effettiva di cui 3,2 milioni sono in Arabia.

A me non pare che ci sia tanto eccesso di offerta da potersi permettere di chiudere i pozzi. In effetti a parte gli USA che galleggiano nelle scorte a livelli record, il resto dei paesi consumatori hanno visto un sostanziale calo delle scorte tra Febbraio e Marzo. Per carita’, gli speculatori finanziari buttano benzina sul fuoco ma i fondamentali non sono cosi’ lontani da cio’ che gli speculatori stanno prezzando.

Il Brent rimane in backwardation e questo per me e’ un segnale bullish poiche’ segnala che la domanda di prodotto fisico (petrolio vero e non di carta) e’ talmente forte che chi vuole il petrolio adesso e’ disposto a pagare un premio sulle consegne future. Insomma la paura di rimanere senza e’ tanta e tutti corrono sul mercato a fare il pieno. Finche’ non rivedo un po’ di contango rimango moderatamente bullish.

Discorso diverso per il WTI. Come detto piu’ volte e’ ormai quasi completamente scollegato dal mondo reale a causa della mega offerta chiusa nei depositi di Cushing. Qui il contango c’e’ e potrebbe anche allargarsi. Il prezzo del WTI e’ sostenuto soltanto dal Brent che continua ad essere il benchmark anche per il resto dei petroli utilizzati negli Stati Uniti. La benzina americana (RB) e’ ai massimi di sempre per il periodo dell’anno, nonostante che qui le scorte siano elevate, ma purtroppo il prezzo lo fanno le raffinerie a Brent che sono la maggiornaza. Non mi sorprenderei di vedere superare il record del 2008 entro la fine di Luglio. Forse i Sauditi si riferivano a Cushing Oklahoma quando hanno dichiarato che l’offerta e’ adeguata.

Mi aspetto ancora un mesetto di salita, certo se davvero avessero ragione i Sauditi, il crollo del prezzo potrebbe essere vicino, ma dubito e continuo a preferire i long almeno fino a quando non avremo i primi dati sulla driving season americana. Se davvero gli americani cominciano a usare meno benzina, allora potrebbe essere il momento di shortare oil con convinzione.

Gas Naturale. Siamo in eccesso di offerta e lo sanno anche i muri mentre stiamo entrando nella primavera quando la domanda residenziale crolla e la domanda elettrica per i condizionatori e’ ancora molto bassa. Insomma io sono short e credo che incrementero’ a tutte le salite. Oggi ho perso l’occasione visto che con la neve a Chicago (si avete letto bene, la neve a meta’ Aprile, quanto mi manca la primavera Italiana) e’ possibile che la domanda non sia ancora definitivamente crollata. Credo che questa settimana potrebbe essere l’ultima occasione per vendere un po’ di produzione primaverile ad un bon prezzo e, chissa’, magari gia’ da domani i produttori tenteranno un nuovo assalto ai 4300  su Maggio (K). Ma, personalmente, credo che sara’ poco probabile il superamento dei 4300 su Maggio (K). Se ne riparlera’ forse a fine Maggio inizio Giugno, quando la paura per gli uragani (previsti sopra la media sia da Accuweather che dall’Universita’ del Colorado) e la domanda elettrica potrebbero cominciare a mettere nuovamente pressione sui prezzi. Ovviamente col gas non si scherza e basta un niente per farlo schizzare anche ben al di sopra dei 4300. Qui esprimo solo la mia opinione, nel mercato non ci sono certezze e tutto puo’ succedere, anche che il gas vada a 5$ in piena primavera. Quindi molta cautela nell’affrontare la bestia.

Argento. Ma quando smette di salire? Personalmente non ho posizioni sull’argento ma mi rammarico di non essere entrato long nell’attesa di un ritraccio importante che non ho ancora visto. Penso che la prossima fermata importante potrebbe davvero essere a quota 50$, ma occhio al dollaro se dovesse recuperare terreno magari una correzione ce la regalera’ anche il Silver. Io l’argento non lo shorto, almeno per ora, e rimango alla finestra in attesa di qualche segnale interessante.

Buon Trading!

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2 commenti Commenta
jackis
Scritto il 27 aprile 2012 at 20:53

gas 1 anno fa 4.3….
spero tu abbia mantenuto lo short!!! :lol:

ciaooooooooo

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