Fase di assestamento — Vittorio D’Ermo — Quotidiano Energia

Scritto il alle 03:33 da jt_livingstone

Greggi & Prodotti. 

di Vittorio D’Ermo — Quotidiano Energia

Fase di assestamento

I rialzi della prima settimana del mese, costruiti su fondamenta piuttosto fragili, hanno lasciato spazio per una fase di aggiustamento che ha interessato i principali greggi di riferimento .

Anche nella passata settimana le vicende del WTI hanno dominato la scena in relazione alle speculazioni sui possibili effetti sull’economia americana della attesa sospensione degli acquisti  di titoli di stato da parte della Federal Reserve.

Gli effetti negativi di questa manovra sono peraltro tutti da dimostrare ed in realtà possono incidere solo sui sugli acquisti di tipo speculativo mentre il bilancio petrolifero mondiale continua ad essere ben bilanciato nonostante alcuni punti critici come quello della Libia.

A livello mondiale la capacità produttiva di riserva è prevista in aumento sia nel mese corrente che nei mesi successivi, mentre la domanda,  che dovrebbe toccare  proprio a dicembre il picco dell’anno con 87,02 milioni di b/g , dovrebbe poi scendere, nel mese di gennaio, a 84,68 milioni di b/g  favorendo un processo di riduzione dei prezzi .

Ulteriore elemento di stabilità è rappresentato dall’andamento delle scorte commerciali dell’area OCSE che nel prossimo mese di gennaio dovrebbero salire a  2710 milioni di barili secondo le ultime valutazioni dell’EIA Doe

Il prezzo di chiusura settimanale del WTI ha riflesso una tendenza al ribasso con un prezzo di 96,37  $/b, mentre la media settimanale si è attestata a 97,51 $/b, rispetto  ai 96,29 $/b di quella precedente, con una variazione positiva dello 0,65 % %.

Le quotazioni del Brent sono rimaste condizionate dagli sviluppi della crisi in Libia dove le notizie di una ripresa della produzione, scesa a novembre  al minimo dell’anno con 0,22 milioni di b/g, si sono alternate con quelle di nuovi problemi .Il prezzo di fine settimana è stato pari a 109,00  $/b rispetto ai 111,76 dello scorso venerdì; la media settimanale è stata pari a 109,10 $/b rispetto a quella della settimana precedente pari a 112,42 $/b, con una variazione negativa di quasi il 3 %, dopo una crescita poco motivata sul piano della domanda.

In media settimanale il differenziale tra il marker europeo e quello americano  si è ridotto  a un valore di 11,59 $/b rispetto al 16,13  $/b di quella precedente con possibilità di ulteriori restringimenti .

In media settimanale  il  cambio dell’EURO che si è ancor più rafforzato nei confronti del dollaro sino  a 1,3748 dollari, ha facilitato una sensibile riduzione del prezzo del Brent denominato in EURO che si è collocato a   79,35 EURO/b rispetto agli 82,71 della settimana precedente e quindi ai massimi degli ultimi tre mesi .

Il mercato dei prodotti sul Mediterraneo, che nella prima settimana del mese aveva seguito con scarsa convinzione i rialzi dei prezzi del greggio non ha mostrato alcuna difficoltà a seguire i ribassi registrati dalla materia prima, anche se in misura ridotta ,e  con qualche effetto positivo sui margini di raffinazione.

Il prezzo della benzina , cif Genova ,è sceso a fine  settimana a quota 939,75 $/ton, rispetto ai  963,50 $/ton di una settimana  fa , mentre la media settimanale è stata pari a  951,55  $/ton con una variazione negativa dell’1,88  % .

Il diesel, sempre in chiusura di settimana si è attestato a 940,25 $/ton rispetto ai 963,50 di una settimana in marginale vantaggio sulla benzina; la media settimanale è stata pari a  949,60 $/ton con una variazione negativa dell’1,70  % inferiore anche se di poco a quella della benzina .

Il differenziale tra i due prodotti, in media settimanale ,è stato pari a 1,95 $/ton rispetto ai 3,70 di quella  precedente, confermando la tendenza ad un appiattimento che non lascia intravedere spunti di ripresa a breve termine.

Il prezzo medio dell’olio combustibile a basso tenore di zolfo, che trova impiego come “feed stock” per successive lavorazioni , dopo l’aumento di due settimane fa, è attestato a quota 626,55 $/ton, con una sensibile riduzione pari al  2,22  %, mentre il  prezzo dell’olio combustibile ad alto tenore di zolfo, che ha continuato a perdere terreno, si è portato a 580,15 $/ton .

Il differenziale tra i due prodotti si è quindi ristretto da  58 $/ton a 46,40 $/ton.

I margini di raffinazione, che continuano a rimanere a livelli eccezionalmente bassi a causa della insufficiente valorizzazione di benzine e gasoli, hanno registrato in media settimanale solo un marginale miglioramento rispetto a  quella precedente.

Il margine sul Brent che è uscito dal territorio negativo è rimasto  ad di sotto della soglia del dollaro per barile. E’ rimasto inferiore a questa soglia anche il margine sul greggio Iranian Heavy  in netto contrasto  con le medie di lungo periodo .

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