Ottobre in ribasso – Greggi & Prodotti — Vittorio D’Ermo — Quotidiano Energia

Scritto il alle 01:39 da jt_livingstone

Ottobre in ribasso — Vittorio D’Ermo — Quotidiano Energia

Il mese di ottobre si è concluso con una riduzione delle quotazioni medie mensili dei principali greggi di riferimento rispetto ai tre mesi precedenti; la flessione è stata comunque abbastanza contenuta rispetto allo stato dei fondamenti che avrebbe giustificato una correzione più sensibile, ma le tensioni  in alcuni paesi produttori come la Libia, che si sono riacutizzate proprio nell’ultima settimana, hanno facilitato la resistenza dei prezzi.

Sul fronte economico le incertezze sull’economia americana non si sono dileguate ma l’ottimismo per il prossimo anno non ha subito tracolli sostanziali .

Anche gli ultimi dati dell’Eia Doe hanno fornito un certo sostegno ai prezzi, in quanto se da un lato le scorte di greggio hanno registrato un nuovo aumento la domanda di prodotti è continuata ad aumentare sino a toccare i 20,1 milioni di b/g superando il corrispondente livello di un anno fa, recuperando la flessione della settimana precedente.

Il livello delle importazioni nette di greggio e prodotti degli Usa è stato pari a 6,2 milioni di b/g , che si confronta con i 7,1 milioni di b/g di un anno fa grazie allo sviluppo della produzione interna che si traduce in una minore pressione sul mercato internazionale.

Nell’ultima giornata del mese  il prezzo del Brent è tornato a scendere portandosi a  a quota  107,46 $/b.

Il prezzo medio settimanale sino alla giornata di giovedì è stato pari a 107,95 $/b, mentre la media mensile è stata pari a  109,04 $/b rispetto ai 111,89 del mese precedente precedente.

Il prezzo medio del Brent dall’inizio dell’anno è stato pari 108,51 $/b rispetto ai 112,12 $/b dello stesso periodo del 2012  con una riduzione del 3,3 % .

La  prospettiva di nuove limature nei prossimi mesi rimane probabile .

Il  WTI ha chiuso il mese a quota 92,27 $/b rispetto ad una media settimanale di 97,47 $/b, escluso venerdì. La media mensile è stata pari a 100,42 $/barile rispetto ai 106,19 $/b di settembre.

La riduzione è stata più accentuata di quella del Brent a causa della minore dipendenza dai greggi di importazione a tutto vantaggio dei consumatori americani.

In media mensile il  differenziale con il Marker europeo è  salito 8,63 $/b rispetto ai 5,71 $/b del mese precedente a causa della maggiore tenuta del Brent.

Nello stesso periodo il cambio dell’EURO nei confronti del dollaro è stato pari a 1,36  contribuendo ad una sensibile flessione del  il prezzo del Brent denominato in EURO che si è attestato a 80,09 EURO/b rispetto agli 83,85 di settembre.

Nel mese di ottobre i prezzi dei prodotti sul Mediterraneo hanno segnato sensibili riduzioni in sintonia con la persistente debolezza della domanda nei principali paesi europei.

 

Il prezzo della benzina, cif Genova , in media mensile è stato di 952,46 $/ton  rispetto ai 973,45 del mese precedente con una variazione negativa del 2,2 % ; nell’ultima giornata del mese la quotazione è stata di  926,75 $/ton e quindi sotto la media .

La quotazione media della virgin naphtha ,prodotto di base della petrolchimica ,è sceso sotto la soglia dei novecento dollari  con una media mensile di 894,63 $/ton, a notevole distanza dalla benzina.

La quotazione media del diesel è stata di 949,05 $/ton rispetto ai 968,61 del mese precedente con una riduzione del 2,0 % ,di poco meno accentuata di quella della benzina.

Il differenziale tra i due prodotti si è ridotto a soli 3,4 $/ton con conseguenze negative sui margini di raffinazione.

Il prezzo medio dell’olio combustibile a basso tenore di zolfo, è sceso a quota 611,25 $/ton, in riduzione del 2,6 %  rispetto al mese precedente  , mentre il  prezzo dell’olio combustibile ad alto tenore di zolfo che ha perso l’1,8 % si è portato a quota 590,78 $/ton. Il differenziale tra i due prodotti si portato poco sopra i venti dollari rispetto ai 25 di una settimana fa, un  ulteriore segnale di mercato debole.

La scarsa valorizzazione dei prodotti rispetto al greggio ha tenuto i margini di raffinazione a livelli molto bassi anche se in lieve miglioramento rispetto ai minimi di settembre.

La contrazione dei differenziali tra greggi leggeri e greggi pesanti  ha comportato inoltre un appiattimento di tutti i margini su livelli molto bassi. Il differenziale tra Brent ed Ural in media mensile è stato pari a  0,78 $/b ,troppo poco per equilibrare le differenti rese in prodotti. Il differenziale con l’Iranian Heavy è stato pari a 2,91 $/b  comunque insufficiente a spingere in alto il margine di raffinazione.

Su base mensile il margine sul Brent è così rimasto inferiore ad un dollaro per barile pur essendo  passato da 0,36 a 0,87 $/b.

Il margine sul greggio Ural è rimasto in territorio negativo con un valore di -0,92 $/b, comunque in miglioramento rispetto ai -1,35 $/b del mese precedente.

La raffinazione del greggio Iranian Heavy ha offerto un margine di 1,01 $/b rispetto ai 0,79 centesimi del mese precedente. Un superamento di questa situazione potrebbe venire solo da una riduzione dei prezzi del greggio .

 

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