Greggi & Prodotti di Vittorio D’Ermo — Quotidiano Energia

Scritto il alle 20:03 da jt_livingstone

E’ con grande piacere che iniziamo a pubblicare il commento settimanale del Dott. Vittorio D’Ermo pubblicato su Quotidiano Energia.

 

 

LA TENSIONE SI RIDUCE.  di Vittorio D’Ermo  —  Quotidiano Energia

 Il rapporto delle Nazioni Unite sull’utilizzo delle armi chimiche in Siria, pubblicato all’inizio della scorsa settimana, più che ad aumentare le tensioni, ha favorito ulteriori progressi nelle trattative tra Russia e Stati Uniti per arrivare alla messa sotto controllo internazionale dell’arsenale chimico di quel paese.

Anche la prossimità dell’assemblea annuale delle Nazioni Unite sta spostando l’attenzione sulla dimensione politico diplomatica della complessa situazione del Medio Oriente, mettendo in secondo piano le prospettive di interventi militari.

La componente rialzista del mercato ha così perso un elemento di supporto importante favorendo un sia pur moderato ridimensionamento dei prezzi dei principali marker crudes.

Una dimostrazione del fatto che i livelli raggiunti dai prezzi del greggio nelle ultime settimane avessero raggiunto dei livelli poco congruenti con i fondamentali viene proprio dal mercato dei futuri, spesso indicato come una specie di incubatore della speculazione.

In effetti, nell’arco del gli ultimi sei mesi mentre i prezzi del greggio a breve scadenza ,a un mese, hanno subito forti incrementi legati alla instabilità geopolitica e problemi produttivi in molti paesi chiave, quelli a scadenza più lunga, ad esempio a sei mesi, sono rimasti molto più stabili, offrendo tra l’altro un’occasione di mediare il costo di acquisto di questa materia prima.

Nel caso del WTI i contratti per consegna a sei mesi conclusi nell’arco dell’ultimo semestre sì sono andati collocando tra i 90 e i 95 $/b, mentre quelli ad un mese sono andati aumentando sino a circa 110 $/b.

In altri termini i prezzi a sei mesi tenderebbero a riflettere l’equilibrio di medio termine, mentre quelli a un mese esprimerebbero l’equilibrio di breve termine con le relative turbative.

Nella giornata di venerdì il Brent è così sceso a quota 110,11 $/b rispetto ai 113,04 $/b dello scorso venerdì, mentre la media settimanale è scesa a 110,56 $/b rispetto ai 113,22 $/b di quella precedente.

La media settimanale del WTI è stata pari a 106,16 rispetto ai 108,16 $/b , della settimana precedente; il differenziale con il Brent, in media settimanale, si è ridotto a 4,41 $/b rispetto ai 5,06 $/b di quella precedente per la minore pressione sul Brent.

Il sensibile apprezzamento dell’EURO nei confronti del dollaro, insieme alla riduzione del prezzo del Brent in dollari, ha comportato una sensibile riduzione del costo del petrolio in valuta europea che è sceso a 82,36 Euro/b rispetto agli 85,40 della settimana precedente.

Il processo di assestamento dovrebbe continuare nella nuova settimana, anche se il grave attentato terroristico in Kenia potrebbe di nuovo aumentare di nuovo la tensione.

La terza settimana di settembre ha visto qualche segno di cambiamento nel processo di divergenza tra le dinamiche dei prezzi dei prodotti e di quelli del greggio, che aveva portato all’annullamento o quasi dei margini di raffinazione.

Il prezzo della benzina, cif Genova, è continuato a scendere ma, anche se di poco, in misura meno accentuata del Brent. In media settimanale è, infatti, passato da 972,10 $/ton a 954,85 $/ton, con una riduzione dell’1,8% a fronte di una diminuzione del Brent 2,3% .

La quotazione del diesel, sempre in media settimanale, è stata di 959,20 $/ton rispetto ai 982,20 della settimana precedente, con una riduzione allineata a quella del Brent .

Il differenziale medio benzina-diesel, in contrasto con le medie di lungo periodo, è rimasto negativo ma in misura dimezzata rispetto a una settimana fa: 4,35 $/ton contro 10,10.

Il prezzo medio settimanale dell’olio combustibile a basso tenore di zolfo, si è attestato a quota 627,85 $/ton conto i 629,05 della settimana precedente, mentre il prezzo medio dell’olio combustibile ad alto tenore di zolfo è sceso a 593,70$/ton contro 603,15 $/ton, con una riduzione più accentuata.

Il differenziale tra i due prodotti si è quindi attestato a 34,15 $/ton in aumento rispetto alla settimana precedente.

Il lieve miglioramento della posizione relativa della benzina rispetto al greggio ha permesso ai margini di raffinazione sul Brent di ritornare in territorio positivo.

Il margine sul Brent, trattato in impianti TRC, dopo essere andato in rosso si è attestato su un valore di 0,38 $/b, ancora molto lontano dalle medie di lungo periodo.

Il margine sul greggio Ural, pur migliorando, è rimasto in territorio negativo: da -1,73 $/b a -1,09 $/b .l

Le raffinerie che hanno lavorato il greggio Iranian Heavy hanno ottenuto un margine di 1,19 $/b rispetto ai 0,32 $/b della settimana precedente.

L’emergenza del settore della raffinazione quindi continua ma con qualche segnale di miglioramento da confermare .

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