Aggiornamento Natural Gas. Attenzione allo svuotamento forzato degli stoccaggi.

Scritto il alle 18:33 da jt_livingstone

In questi giorni sul forum supercompetente di First Enercast Financial , mi sono messo alla ricerca di informazioni su un problema sollevato da BENTEK ad inizio anno ovvero l’esistenza di obblighi contrattuali per lo svuotamento dei siti di stoccaggio.

L’American Gas Association (qui) ha confermato che alcuni contratti per lo stoccaggio hanno clausole che obbligano il proprietario del gas stoccato a liberare lo spazio occupato.

“…According to the AGA official, some storage contract contain “must turn”
provisions, which essentially obligate some operators to wear down storage to a
certain level to prepare for injections by a certain date, or vice versa in the
fall. However, AGA has not estimated the impact of those measures on the market. …”

Questo significa che quel gas da li deve uscire altrimenti si deve pagare una penale. Quanto sia elevata la penale non e’ dato saperlo a noi comuni mortali ma, sempre sul forum sopra citato gira voce che sia superiore a 1$/mmBTU, purtroppo io non ho trovato conferme ufficiali, e quindi tali voci sono da prendere con le molle.

Comunque BENTEK ha piu’ volte ribadito che si aspetta che alla fine del ciclo di ritiri, al 31 Marzo, rimanga nello stoccaggio circa 2300 bcf, ne deduco (PARERE PERSONALE) quindi che quello sia il minimo valore oltre il quale si comincino a pagare penali piuttosto severe. Infatti non tutti gli stoccatori adottano la clausola del “must turn” (ovvero obbligo di immissione a partire dal 31 Marzo) e un numero preciso non e’ disponibile.

Al momento siamo a 2888 bcf, ovvero per raggiungere la soglia indicata da BENTEK dovremmo perdere altri 588 bcf nelle restanti otto settimane, impresa tutto sommato fattibile visto che la media dei 5 anni per queste otto settimane e’ di un calo di 629 bcf, se non fosse che il clima continua ad essere benevolo. Il NOAA ha dichiarato lo scorso gennaio il quarto piu’ caldo di sempre per il subcontinente americano, ovviamente da quando si hanno dati disponibili.

Certo e’ possibile che il gas naturale non debba uscire fisicamente dallo stoccaggio ma che possa semplicemente passare di mano da un proprietario ad un altro, ma in ogni caso il proprietario attuale deve vendere a chi ha comprato lo spazio per lo stoccaggio.

Se a questo aggiungiamo che, nonostante l’annuncio fatto Chesapeake, non sembra che la produzione stia calando granche’ (vedi dati EIA che segnalano un calo di appena 0,33% rispetto alla settimana precedente), la situazione potrebbe diventare piuttosto preoccupante.

A mio modesto parere, pero’, il mercato potrebbe aver gia’ scontato il rischio dello svuotamento forzato e non e’ da escludere che il minimo sia stato realizzato. A questo punto quello che serve e’ un finale di inverno con temperature almeno in media con la normalita’.

Non sono un esperto meteo ma mi sono informato da chi ne sa molto piu’ di me e da quello che mi dicono le probabilita’ di un finale di inverno sotto media o almeno in media sono in continuo aumento. Infatti se durante l’inverno il subcontinente americano e’ rimasto al calduccio al polo nord si e’ sviluppato un vortice polare molto potente che ha mantenuto temperature ben sotto la media sul polo, tant’e’ che i ghiacciai si sono ricostituiti ad una velocita’ ed una estensione che non si vedeva da anni (“global warming?”). Il disgregamento del vortice polare ha portato un’ondata di aria fredda in europa e in asia che non si vedeva da tempo e pezzi del vortice polare sono ancora in giro per la calotta polare (fig.1 elaborazione del modello GFS per Martedi 28 Febbraio). Certo con l’aumento delle ore diurne l’aria si riscalda sempre di piu’ e ondate di gelo come quella vista in Europa non sono molto proobabili, ma allo stesso tempo non sembra molto probabile un finale di inverno sopra media per il continente subamericano.

Lo so, come esperto meteo faccio piuttosto schifo ma questo e’ quello che ho capito io dalla lezioncina e questo e’ quello che riporto.

Graficamente non sfugge a nessuno il triangolo di congestione che si sta formando sul giornaliero e che nella maggiorparte dei casi e’ una figura di continuazione piuttosto che di inversione di trend. Tuttavia e’ anche vero che gli indicatori di ipervenduto hanno raggiunto livelli estremamente bassi anche sui grafici settimanali e mensili e che nonostante tutte le considerazioni di carattere fondamentale questo mercato potrebbe tranquillamente rimbalzare violentemente verso i 3$. Oltre mi sembra piuttosto difficile nel breve visto che comunque l’offerta e’ veramente esagerata.

Tuttavia dall’analisi del COT di Vegetaweb (qui) sembrerebbe che il c.d. sentiment stia cambiando, perlomeno da superribassista a neutro. In effetti i macro hedge fund, quelli che comprano e vendono sui fondamentali e tengono la posizione per mesi e mesi, stanno probabilmente comprando a questi prezzi perche’ sanno che prima o poi il prezzo ritornera’ verso i 5$ o anche di piu’. Bisogna dire che questa strategia e’ difficile da mettere in atto per i piccoli trader poiche’ richiede un continuo roll over che potrebbe essere difficile da realizzare per chi non ha dimestichezza con i future, visto che il contango continua ad essere pronunciato. In effetti. pero’, usando il minifuture con le giuste proporzioni e’ possibile rimanere long senza rischiare di essere distrutti.

In conclusione ritengo che per chi avesse capitale a disposizione per sopportare brusche discese potrebbe valere la pena tentare il long sui mesi estivi, ma attenzione che se il finale di inverno dovesse rimanere sopra media il rischio di vedere prezzi assurdi estremamente bassi sui mesi primaverili non e’ affatto da escludere. Potrebbe pertanto essere sensato shortare in intraday i mesi primaverili nel caso il mercato cominciasse a prendere una brutta piega. Attenzione pero’ che al momento il differenziale tra marzo e giugno (o luglio) ha raggiunto livelli piuttosto elevati e mettere in piedi questo spread adesso potrebbe essere molto rischioso.

Ritengo anche che la mega offerta accumulata non dia molte possibilita’ di vedere i prezzi superare i 4$ – 4.5$ almeno fino al prossimo inverno. Certo col gas non si sa mai cosa potrebbe succedere, uragani, chiusura di centrali nucleari, danni a gasdotti importanti, ci vuole un niente a far si che il prezzo si impenni.

Buon trading!

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