Commodities 28 Gennaio 2012. Crollo del Baltic Dry Index.

Scritto il alle 22:19 da jt_livingstone

Ultimamente gli indici azionari sembrano focalizzarsi solo sulle buone notizie scrollandosi di dosso le cattive con velocita’. Il debito sovrano europeo ormai non sembra piu’ preoccupare nessuno e l’ottimismo sembra essere tornato tra gli investitori. Siamo in una fase di eccessivo ottimismo oppure la situazione economica globale sta veramente migliorando?

A vedere il Baltic Dry Index (“BDIY”), indice del costo dei noli per il trasporto di materiali secchi non sembrerebbe che l’economia globale sia in grande forma. Il BDIY ha subito un crollo come non si vedeva dal 2008, ha perso oltre il 66.5% dal picco del 14 Ottobre 2011. La discesa, come fa notare zerohedge , e’ molto piu’ pronunciata della “normale” discesa stagionale. Siamo ormai a un passo dal minimo del Dicembre del 2008. Due ipotesi: o e’ aumentato in maniera incredibile il numero di navi per il trasporto oppure, come credo, siamo di fronte ad un forte rallentamento del commercio internazionale.

In fondo i dati economici dell’Europa puntano ad una recessione in arrivo.Il Fondo Monetario Internazionale (“FMI”) ha tagliato le stime per la crescita globale, con una visione piuttosto pessimista per i paesi maggiormente colpiti dalla crisi come Grecia, Spagna, Portogallo e Italia (fonte). Anche la FED, in settimana, ha lanciato un messaggio non proprio ottimista prolungando il periodo di “tassi zero” fino al 2014. Non e’ certo una mossa che fa pensare all’arrivo di una robusta crescita economica negli USA.

I mercati hanno pero’ interpretato il segnale come un primo passo verso un nuovo round di QE e hanno mantenuto la loro direzione verso l’alto. In fondo ulteriore QE significa ulteriore liquidita’ che potrebbe essere impiegata per comprare materie prime piuttosto che per allargare il credito. La performance dell’oro (miglior inizio anno dal 1980) sembra indicare che la fiducia nelle valute fiat, compreso il dollaro, e’ di nuovo in discussione.

Non so se il Baltic Dry Index e’ completamente fuori luogo, ma secondo me potrebbe essere il momento di comprare un po’ di protezione sull’azionario. Tra l’altro il VIX, indice della volatilita’ implicita delle opzioni sull’indice S&P500, e’ ai livelli piu’ bassi da Luglio, ben sotto i 20 punti che segnalano il livello di guardia per i picchi di panico. Sembrerebbe che ci sia di nuovo una certa tranquillita’ e che la fiducia sia tornata sul mercato azionario. Ma attenzione che proprio ad Agosto scorso i mercati crollarono e la volatilita’ esplose ben sopra i 40 punti. Il potenziale accordo sul nuovo debito greco potrebbe dare ulteriore spinta rialzista alle azioni, ma personalmente credo che senza ulteriori buone notizie i mercati finanziari potrebbero cominciare a riallinearsi con l’economia reale.

Per quanto riguarda le materie prime ci potrebbe essere spazio per salire ancora un po’, in fondo da inizio anno le materie prime nel complesso hanno sottoperformato gli indici azionari. Inoltre, visto che lo short squeeze sull’euro non sembra ancora finito, potrebbe arrivare ulteriore sostegno. Da segnalare che la Cina ha finito i festeggiamenti per il nuovo anno e da stanotte ritorneranno sui mercati anche i trader cinesi.

Tecnicamente il grafico settimanale del CRB index e’ ancora all’interno del canale ribassista, ma allo stesso tempo la linea di tendenza disegnata dal minimo del 2008 sembra aver fatto da supporto. L’eventuale doppio minimo realizzato a 293 circa verrebbe confermato con il superamento dei 320, con le prossime resistenze a 330 prima e a 340 poi. Il superamento di 340 riporterebbe l’indice sulla traiettoria rialzista ma, a mio modesto parere, questo avverrebbe solo con dati economici globali migliori delle aspettative.

Certo che se le materie prime dovessero seguire il crollo del BDIY allora, dopo la rottura del supporto dinamico in atto dal minimo del 2008 attualmente in area 305-308, potremmo scivolare anche a 280, sul lato basso del canale. L’eventuale rottura dei 280 aprirebbe lo spazio per una rapida discesa verso i 250.

In conclusione per la settimana entrante potremmo avere una continuazione della spinta rialzista, magari sostenuta anche dal ritorno sul mercato dei trader cinesi, dopodiche’ se le resistenze a 320 dovessero tenere si potrebbe aprire spazio per un ritorno a 305. Una chiusura settimanale sopra i 320 darebbe ulteriore spinta ai tori mentre una chiusura sotto i 305 potrebbe segnalare l’inizio di una pericolosa discesa.

P.S. Segnalo ultimo video realizzato con Vloganza.tv

http://www.vloganza.tv/2012/01/promesse-sul-gas-minacce-sul-petrolio.html

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