Commodities 28 Marzo 2011.

Scritto il alle 03:32 da jt_livingstone

La scorsa settimana si e’ chiusa con un ulteriore allungo sia delle principali commodities che dell’azionario USA. Il CRB index si e’ riportato alle soglie della resistenza 360 e al momento e’ difficile prendere una posizione netta. Anche se tecnicamente il trend sembra ancora saldamente UP con potenziale target a 400, non mi sorprenderei di vedere una discesa anche fino a 300 magari prima di riprendere la corsa.

Mi aspetterei un po’ di congestione tra i 335 e i 370 per la settimana entrante e per la successiva. Infatti, se da un lato le aspettative per un continuo aumento della domanda globale di materie prime e le aspettative di inflazione continuano a sostenere il rialzo dei prezzi, dall’altro lato potrebbe pesare la possibile rivalutazione del dollaro, considerando che dopo l’intervento a sostegno dello yen, la settimana scorsa, e’ arrivata prima la bocciatura del governo canadese e poi quella del governo portoghese.

Nel fine settimana circa 300 mila manifestanti sono scesi in piazza a Londra per protestare contro il programma di austerity proposto dal governo. Mentre sembra ormai certo il ridimensionamento del partito della Merkel che alle elezioni regionali tedesche ha perso una bella fetta di elettori. Insomma l’incertezza regna sovrana in Europa, possibile che ritornino ad affacciarsi i fantasmi della crisi del debito e che il rialzo dei tassi dell’eurozona sia un po’ meno scontato.

L’economia americana intanto continua a far registrare ottimi dati con l’ultima revisione del PIL a stelle e strisce che ha sorpreso positivamente non pochi analisti. Diminuiscono le probabilita’ di vedere partire il QE3, un importante tassello per capire meglio lo stato di salute degli Stati Uniti, sara’ pertanto il rapporto sulla disoccupazione di venerdi prossimo.

Il punto e’ che comincio a diventare bullish sul dollaro e, se davvero il dollaro si rivalutasse, e’ possibile che le commodities vengano influenzate negativamente.

Anche analizzando le singole commodities si preannucia un periodo di incertezza con possibili congestioni.

Se da un lato le paure di siccita’ in Texas potrebbero alimentare nuovi aumenti di prezzo del cotone e del bestiame, dall’altro i prezzi cosi’ elevati stanno cominciando a fare il loro effetto, ovvero la USDA ha previsto la piu’ grande produzione di cotone di tutti i tempi per il 2011. Elevata volatilita’ sul vecchio raccolto (Maggio e Luglio) in attesa dell’importantissimo rapporto del 31 Marzo.

Il bestiame (live cattle) subisce anche le presiioni della potenziale domanda asiatica, il disastro nucleare giapponese probabilmente aumentera’ la domanda di carne americana. Possibile continuazione della salita dei prezzi.

L’argento continua a snocciolare performance da capogiro. L’affermazione del CEO della compagnia di estrazione Silver Wheaton che non pensa di coprirsi dal rischio di prezzo fino a 50$, mi fa pensare che la salita non sia ancora finita. Certo dopo quest’ultimo rialzo violento, un po’ di pausa ci potrebbe stare, ma personalmente penso che sfrutterei l’eventuale discesa per entrare long.

Tra gli energetici nella settimana che ha visto il petrolio relativamente calmo per la mancanza di nuove notizie bullish dal Medio Oriente, si e’ messo in evidenza il gas naturale. Il volatile idrocarburo e’ stato spinto in alto dalle temperature invernali di inizio primavera previste per questo fine settimana nelle aree di maggior consumo residenziale invernale, ovvero nel Midwest  e nel Nordest  (confermo che a Chicago faceva parecchio freddo). Le previsioni NOAA 6-10 e 8-14 continuano a essere bullish e con la produzione ridimensionata dalla recente chiusura dei rigs, questa settimana si e’ assistito ad una ricopertura delle posizioni short. Adesso e’ possibile che si raggiunga l’area 4600-4650, dove mi aspetto una prima ondata di vendite, ma, considerando anche la stagionalita’ che e’ long fino alla terza settimana di Aprile, penso che sia un po’ presto per rimettersi short. Non e’ da escludere un test del massimo invernale a 4800. Ma personalmente credo che ci siano poche probabilita’ di vederlo sopra quel livello.

Tornando al petrolio, la situazione e’ ancora piuttosto seria in Libia anche se il passaggio di consegna alla NATO e la riconquista dell’importante porto petrolifero di Ras Lanuf da parte dei ribelli potrebbe calmare un po’ il mercato, in particolare il Brent. Comunque la situazione continua ad essere ancora piuttosto incandescente in tutto il Medio Oriente ed e’ difficile pensare a mettersi short overnight su questo mercato. Non escluderei pero’ che se il Brent fallisse di nuovo il superamento dei 118 si possa innescare un po’ di profit taking per riportarlo a 110 con una piccola probabilita’ di rivedere i 105. In caso di discesa il WTI potrebbe reggere meglio, visto che la domanda di prodotti in USA potrebbe aver fatto il minimo annuale. Per il WTI il supporto potrebbe essere 100$.

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