Commodities 2 Marzo 2011. La rivoluzione e la volatilita’.

Scritto il alle 04:21 da jt_livingstone

Dopo lunga attesa rieccomi a commentare il fantastico mondo delle materie prime. Nel frattempo il mondo arabo e’ in fermento dopo che le rivolte popolari in Tunisia ed in Egitto hanno avuto successo. Ovviamente il petrolio non poteva far altro che salire. Nella giornata di ieri il Brent ha chiuso in area $116 e il WTI in area $100. Lo spread e’ ritornato sui massimi e a questo punto non mi stupirei di vedere i -20 dollari.

In effetti, gli ingredienti ci sono tutti per far esplodere il prezzo del Brent, ovvero:

1) la backwardation, tipico segnale bullish in quanto segnala che il bilancio tra domanda e offerta e’ piuttosto tirato, almeno nel breve. I mercati di materie prime di consumo sono generalmente in contango per i costi di stoccaggio, di assicurazione e tasso di interesse.

2) Il continuo calo della produzione nel Mare del Nord

3) Il potenziale rischio di calo degli approvvigionamenti in caso di allargamento della rivolta. Al momento Barhain, Oman, Libia, Algeria , Yemen e Iran sono gli stati che hanno il maggiore impatto sula produzione di petrolio. La Libia, come noto, ha gia’ dimezzato la sua produzione giornaliera. Ovviamente tutti questi petroli sono legati al Brent molto di piu’ che al WTI.

4) L’incredibile imbottigliamento che si e’ creato a Cushing, OK dove viene consegnato il future sul WTI di New York

Insomma se il petrolio dovesse salire ancora, magari a causa dell’allargamento della rivolta in Arabia Saudita, credo che il Brent continuerebbe a sovraperformare il WTI . Nomura Securities ha addirittura ipotizzato il petrolio a $220, ovvero altri 100 dollari da dove siamo adesso. Onestamente mi pare un po’ tanto, ma non mi sento di escluderlo.

RIprendendo invece il discorso sulle commodities in generale, vorrei far notare che nonostante molte materie prime abbiano raggiunto livelli record, l’indice CRB non e’ ancora arrivato ai livelli del 2006. Che ci sia spazio per salire ancora? Io credo di si e ancora una volta devo dire che la commodity con piu’ elevate probabilita’ di salita e’, a mio avviso, il petrolio. Bisogna ricordare che la domanda americana e’ ancora bassa, ma che generalmente fa un mnimo stagionale tra febbraio e marzo, per poi aumentare molto durante la driving season tra maggio e settembre.

Indice CRB settimanale

Certo se le azioni cominciano a scendere, ed in effetti oggi potrebbe davvero essere l’inizio di una correzione seria, alcune commodities potrebbero avere problemi a fare nuovi massimi. In particolare il cotone che sta dando forse segni di formazione di un massimo, con incredibile volatilita’, si passa con facilita’ da limit up a limit down nel giro di pochi giorni, e ricordo che a questi livelli di prezzo il limit e’ 7 centesimi (ovvero $3.500 a contratto).

Anche lo zucchero sta esibendo una volatilita’ inusuale e proprio ieri il cacao scadenza maggio ha fatto un numero non da poco, ovvero in 5 minuti ha perso circa 300 punti per poi recuperarli quasi tutti nei seguenti 5 minuti.  Se inseriamo nel gruppo volatilita’ anche gli agricoli, con il grano a guidare il gruppetto, abbiamo una situazione estremamente pericolosa per chi vuole utlizzare future e opzioni sulle materie prime.

Per chi fa daytrading questo e’ l’ambiente ideale, ma attenzione a dove si mettono gli stop loss e soprattutto non trascurare i limit up e down che possono incastrare il trader in una scomoda posizione perdente.

Per chi fa posizione difficile incrementare i long su alcune delle materie prime sopra citate, ma se si e’ long forse non e’ ancora il momento di uscire del tutto. Mentre se si vuole provare a beccare il massimo zucchero e grano sembrano i mercati piu’ stanchi.

Buon Trading!

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Natgas
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