Commodities 27/09/10

Scritto il alle 04:51 da jt_livingstone

Gas naturale scadenza Novembre

Gas Naturale. In un recente articolo http://www.reuters.com/article/idUSTRE68N2AB20100924 viene rilevato come la maggior parte delle compagnie impegnate nell’estrazione del gas naturale stia riducendo il CAPEX, sostenendo che ai prezzi attuali non sia possibile avviare nuovi investimenti in estrazione. In effetti il prezzo del gas continua a scendere e fa fatica a rimanere sopra i 4$. Penn Virginia corp. (PVA.N) si e’ ritirata dal progetto di sfruttamento dello shale di Haneysville in Louisiana. Insomma pare che ci sia poca fiducia nel rivedere presto prezzi elevati. Personalmente ritengo molto difficile vedere i prezzi oltre i 6$ per i prossimi 12 mesi, a meno di eventi eccezionali quali uragani devastanti nel golfo del messico e/o freddo polare per tutto l’inverno. Rimanendo ad una analisi di breve periodo, l’offerta e’ abbondante con le scorte che, nonostante inferiori allo scorso anno, continuano ad essere ben al di sopra della media dei 5 anni. La domanda e’ stagionalmente al minimo annuale e con previsioni di temperature sopra la media stagionale nel midwest per questa settimana le possibilita’ di vedere salire il prezzo sono limitate. Da monitorare l’area di bassa pressione al nordest dell’Honduras, segnalata con una probabilita’ del 10% di trasformarsi in tempesta tropicale nei prossimi due giorni. L’altro fattore che potrebbe sostenere i prezzi e’ la stagionalita’ del prezzo, che potrebbe favorire la chiusura di posizioni short anche in vista della scadenza del mese di ottobre (V0). Tecnicamente l’apertura in gap down invita alla cautela, in attesa di conoscere se trattasi di exhaustion gap che quindi preannuncia un minimo in arrivo, o di un gap di continuazione che potrebbe portare il prezzo di novembre (X0) a testare i 3.50$ . L’arrivo dei primi freddi non e’ lontano e pertanto continuo a credere che il prezzo fara’ fatica ad uscire dal range 4.600 – 3.600 per qualche settimana ancora, uragani permettendo.

Petrolio. Il super euro  e la salita degli indici azionari USA delle ultime settimane sono probabilmente le principali cause del recente rimbalzo del prezzo del WTI. I fondamentali restano deboli con scorte elevate e domanda di benzina stagionalmente in declino. Da monitorare la situazione in Medio Oriente con la notizia della fine della moratoria imposta ai nuovi insediamenti israeliani nella “West Bank”. Se la salita dell’euro dovesse continuare insieme al rally azionario non e’ impossibile rivedere il prezzo del petrolio ritestare gli 80$. In caso di rafforzamento del dollaro con contestuale discesa delle azioni, i fondamentali potrebbero spingere il prezzo nuovamente verso i 70$.

Mais. Il rapporto USDA dell’8 Ottobre dovrebbe forse mettere in chiaro quale sia la reale produzione di mais negli USA. Attualmente le notizie sembrano confermare una riduzione delle stime sulla produttivita’ USA, ma il prezzo mi pare comunque incorporare un eccessivo allarmismo. Tecnicamente la piccola correzione della scorsa settimana e’ gia’ stata annullata in apertura domenica sera. Se il prezzo di dicembre (Z0) dovesse riuscire a tenersi sopra i 5.15, potrebbe portarsi in area 5.4 – 5.5, in particolare, se la svalutazione del dollaro dovesse continuare. Ritengo che il superamento di tali livelli potrebbe avvenire solo con una serie di notizie bullish, che attualmente mi paiono piuttosto improbabili.

Cotone. La situazione dei fondamentali non sembra tale da giustificare una ulteriore salita, in quanto le notizie che arrivano dall’India sembrano piuttosrto confortanti. La straordinaria produzione indiana prevista per il 2011 sta mettendo sotto pressione il governo in quanto i produttori vorrebbero che venissero alzati i limiti alle esportazioni. Le news negative dovrebbero gia’ essere incorporate nel prezzo, ma a quanto pare la spinta rialzista non sembra finita. Dall’apertura di domenica sera, sembrerebbe che la correzione della scorsa settimana sia gia’ finita. In realta’ il gap up invita alla cautela, in quanto e’ stato realizzato con volumi piuttosto modesti. Ritengo che sia difficile assistere al superamento dell’area 1.05 ma il momentum e’ ancora rialzista anche se sta perdendo un po’ di forza. L’eventuale chiusura del gap potrebbe portare ad un’ulteriore spinta ribassista se il prezzo di dicembre (Z0) dovesse portarsi nuovamente sotto il livello psicologico di 1$ a balla.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...
Commodities 27/09/10, 10.0 out of 10 based on 4 ratings
4 commenti Commenta
passatpower
Scritto il 27 settembre 2010 at 10:30

ancora con il gas naturale???:evil: :evil::evil::evil::evil::evil:

il future sul gas naturale fà riferimento solo al gas estratto&commercializzato in nord america dove il gas viene poco usato.
non fa riferimento invece a quello utilizzato in europa dove il suo mercato è molto più svillupato.

GD Star Rating
loading...

jt_livingstone
Scritto il 27 settembre 2010 at 15:36

Caro Passatpower,
esistono molti mercati del gas naturale, il future in questione NG e’ relativo al mercato nordamericano. NG e’ il future sul gas naturale piu’ scambiato a livello mondiale, questo non significa che sia corretto usarlo per riferimento al prezzo del gas naturale in Europa.
Per quanto riguarda il tuo commento sulla quantita’ di gas usato forse dovresti documentarti meglio e guardare le statistiche. Secondo l’International Energy Association il consumo totale di gas naturale nel 2009 e’ stato pari a 800.102 milioni di metri cubi per il Nord America contro i 526.936 milioni di metri cubi per i paesi OCSE europei (i quali comprendono tutte le nazioni economicamente piu’ sviluppate dell’europa occidentale).
Secondo punto che devo controbattere e’ la questione sul mercato piu’ sviluppato in Europa. Indifferentemente dal fatto che uno abbia una preferenza o meno per la tipologia di sistema economico, se si parla di “mercato” possiamo riferirci alla stessa cosa. Un mercato e’ considerato efficiente quando esiste accesso facile al mercato (in USA chiunque puo’ decidere di prendere posizione sul gas in Europa soltanto a Londra puoi in effetti comprare un future sul gas, ma te lo sconsiglio visto la misera liquidita’), accesso alle informazioni (in USA vengono pubblicate le scorte ogni settimana che seppur criticabili sono comunque meglio di niente, in Europa le informazioni sono difficili da reperire). Il sistema di trasporto del gas in USA e’ molto interconnesso e sebbene il benchmark sia Henry Hub che e’ effettivamente meno influenzato da cio’ che succede nell’Ovest (California in particolare), e’ comunque possibile per gli operatori scambiare velocemente gas fisico con controparti in tutta la nazione utilizzando i differenziali di prezzo ai citygate. In Europa se sei un operatore Italiano puoi probabilmente comprare gas solo dall’ENI che te lo vende con una forma indicizzata al petrolio. Ebbene si, in Italia anche l’AEEG utilizza una formula per la definizione della componente materia prima che e’ tuttora indicizzata al Brent. Ovvero noi paghiamo un prezzo decisamente piu’ elevato rispetto agli americani per il nostro gas, nonostante si tratti dello stesso prodotto. Certo l’ENI si difende dicendo che e’ difficile scendere a compromessi con i nostri fornitori che sono principalmente la Russia e l’Algeria. Fare affari con i canadesi e’ forse piu’ facile che con i russi e gli algerini. Insomma, in Europa la maggiorparte delle transazioni sono effettuate tramite contratti a lungo termine, spesso indicizzati al petrolio, che garantiscono una maggiore sicurezza per la disponibilita’ di gas per noi consumatori. Anche se poi e’ successo che i russi chiudono i rubinetti e gli ucraini ci fregano il gas proprio durante l’inverno.

In conclusione penso che sia decisamente piu’ sviluppato il mercato nordamericano rispetto a quello europeo, che per motivi diversi difficilmente verra’ liberalizzato. In fondo e’ meglio pagare il gas un po’ di piu’ piuttosto che ritrovarci senza.

GD Star Rating
loading...

Natgas
Prezzi Materie prime
Articoli dal Network
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Malgrado i venti di guerra, i mercati tengono bene le quotazioni, anzi, rimbalzano un po' anche se
Dopo un anno di lavoro ci si può sentire già pronti per nuove sfide, facendo scattare il desid
Ftse Mib: l'indice italiano ieri ha dato un segnale importante chiudendo e superando al rialzo il ga
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tecnica es
statistiche
Histats.com © 2005-2012 Privacy Policy